La didattica a distanza ai tempi del Coronavirus.

Il ruolo dell’educatrice, in questo momento è quello di restare una guida per i suoi alunni, anche a distanza.

E’ il 5 Marzo 2020 quando riceviamo l’obbligo, da parte delle Istituzioni, di chiudere le scuole,  vista l’emergenza sanitaria in cui si trovava il nostro Paese.

I primissimi giorni in cui i bambini si sono trovati a casa sono stati sicuramente meravigliosi. Tutti insieme con la mamma ed il papà, una realtà un pò strana poichè nella quotidiana routine c’era un alternanza delle figure genitoriali per via degli orari lavorativi degli adulti stessi.

Ma agli occhi dei bambini c’era quel calore familiare che magari faceva anche dimenticare per un momento che il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora non si stava tornando dopotutto a scuola.

Iniziano a passare così molti giorni, e mentre ci si attiva in fretta con un pc e con poesie, fiabe, lavoretti da poter inviare alle famiglie questa routine viene spezzata.

E mentre noi grandi ci siamo sentiti spaesati, impauriti e confusi, ci siamo chiesti come si sono sentiti e come si sentono tutt’ora i bambini?

Come lavorare quindi con la didattica a distanza in una scuola d’infanzia?

L’ingresso di un bambino nella scuola dell’infanzia è una tappa molto importante nel suo processo di maturazione. Impara ad essere più autonomo, acquisisce maggiore fiducia in se stesso, impara a condividere uno spazio condiviso con altri coetanei, impara a rispettare le regole ed instaurare significative relazioni con gli adulti di riferimento e con i coetanei.

L’educatrice è proprio con l’empatia, con l’affetto, con il tono dolce della voce che presegue il suo obiettivo di crescita sana e serena dei bambini, tenendo conto dei loro livelli di autonomia, dei tempi di apprendimento, degli interessi e delle attitudini, interpretando i loro bisogni individuali e andando  incontro alle esigenze di ognuno.

Se tutto questo avviene stabilendo delle abitudini per il benessere psicofisico dei bambini, come può essere utile la didattica davanti un pc o un tablet? Soprattutto per la loro fascia di età?

Io nel mio piccolo ho cercato di essere presente ogni singolo giorno, raccontando fiabe, disponibile per qualsiasi richiesta o bisogno del genitore, proponendo giochi da far fare alle famiglie e tutto, ovviamente, con materiale di facile reperimento.

Ma ciò non toglie che non è questa la scuola dei bambini e, anche se vista l’emergenza sanitaria, visto l’obbligo di restare a casa, io ho a cuore il loro benessere, e spero che si possa tornare presto alla nostra normalità fatta di abbracci, di coccole e delle nostre giornate piene di colore!

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